
Dodge Charger Daytona EV è la risposta a una domanda che non è stata fatta, come trovare un filetto di salmone in pasticceria o la carta dei vini in una birreria.
Anche gettando ogni tipo di ideologia e resistenza, appunto, ideologica fuori dalla finestra, difficile pensare a un universo in cui una muscle car alimentata a batterie possa aver senso.

Nessuno l’aveva chiesta, le vendite ci diranno se qualcuno la vuole, ma nel frattempo Dodge ha deciso di presentare la prima muscle car elettrica, la Dodge Charger Daytona EV.
Si tratta di una scelta azzardata, e forse non necessaria. Chi compra muscle car non vuole elettriche e chi usa le elettriche non necessariamente ne vuole una che sia una muscle car.
Ma Dodge l’ha presentata ugualmente, tra l’altro solo per il mercato americano dove, è bene ricordarlo, le restrizioni relative alle emissioni non sono nemmeno lontanamente paragonabili alle nostre nell’Unione Europea.
Dal punto di vista estetico e prestazionale niente da dire.
Charger Daytona EV sembra a tutti gli effetti una muscle car, a parte la mancanza di scarichi a vista, e va come una muscle car.

Da 0 a 100 km/h in 4.7 secondi con la versione da 455 cavalli (con picco a 496), e in 3,3 secondi con la versione da 630 cavalli (picco a 670).
Per quanto riguarda il quarto di miglio, parliamo di 13,1 e 11,5 secondi rispettivamente.

E l’autonomia? E chi se ne frega.
Parole non nostre, ma di Tim Kuniskis, numero uno di Dodge, cha durante la presentazione stampa ha detto, testuali parole, che per le muscle car contano “solo le prestazioni”.
Kuniskis si è poi lasciato andare a una dichiarazione ancora più bizzarra.
“Ai possessori di muscle car non interessano efficienza e consumi”, ha detto.
Appunto, e quindi a che serve una muscle car elettrica?

2 risposte a "AI nostri clienti non interessa l’efficienza, sostiene Dodge"