Times Square, il cuore della Grande Mela.

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Non sopporto gli americani.
Non mi piacciono le schifezze che mangiano, non mi piacciono le schifezze che bevono, non mi piace come si vestono, non mi piacciono le loro donne siliconate e plasticose, non mi piace la loro generale ignoranza quando pensano che l’Europa sia un’unica nazione (e credetemi, lo pensano in molti laggiù), ma soprattutto non mi piace il loro orgoglio e patriottismo per la loro cultura, storia e per le loro conquiste, quando quasi tutto quello che hanno e di cui si vantano è Europeo.

La Statua della Libertà ad esempio, è stata pensata dai Francesi, costruita dai Francesi con soldi Francesi. La Ford Gt poi, la super-car Americana per eccellenza, è frutto dell’unione di mezzi, conoscenze e componentistica di Britannici, Tedeschi e Italiani. Persino il loro inno nazionale, la cui melodia è stata scritta da un Britannico.

Certo, ammetto e apprezzo, come tanti altri, il fascino degli Stati Uniti, con le loro manie di protagonismo e grandezza e la loro visione stereotipata del resto del mondo. Quindi, come molti altri, capisco perfettamente l’appeal della loro città più importante: New York City.

Sono stati dati molti nomi a questa città; The Big Apple (La Grande Mela), The City That Never Sleeps (La Città che non dorme mai), The Capital of the World (La capitale del mondo), NYC, The City So Nice They Named it Twice (La Città così bella che le hanno dato il nome due volte), etc etc, ma per come la vedo io questa città si potrebbe chiamare semplicemente:
“Londra…un po’ più grossa”. E io amo Londra.

La gitarella a New York non era programmata dall’inizio, ma non esistono voli diretti da e per Las Vegas dall’Italia, quindi visto che almeno uno scalo era inevitabile, tanto vale fermarsi a vedere la Mela di cui tutti parlano e potendo scegliere solo un posto, ho deciso di passare quelle poche ore a mia disposizione a Times Square.
Dopo aver sopportato quasi due ore di viaggio dall’aeroporto JFK in taxi giallo guidato da pakistano standard in mezzo al traffico e dopo essermi sentito quasi male due o tre volte per il suo stile di guida da bambino ubriaco ho finalmente fatto il primo passo in questa città. Passeggiando per la strade illuminate ho notato molte similitudini con la capitale Inglese: piove, è molto scenica, è piena di taxi che non si fermano mai se li chiami, sono tutti vestiti uguali con l’iPod all’orecchio camminando alla velocità di 100 miglia al secondo e nessuno sembra far caso al prossimo.
Potreste mettervi a correre nudi urlando “Il Triangolo No” di Renato Zero, è probabile che nessuno si girerebbe a guardarvi. Devo ammettere che ero un po’ scettico, mi aspettavo una pacchianata gigantesca, un posto pieno di fumo che esce dai tombini, enormi uomini di colore che ti chiamano “Fratello” e cercano di venderti il loro CD di Musica Rap prodotto in casa e una quantità indiscriminata di barboni. E devo dire che è esattamente questo che ho trovato.

New York non può contare su una storia, non può contare sull’arte e non può contare sul paesaggio, quindi tutto quello che può usare per attirare i turisti e rendersi appetibile sono i soldi.
I soldi hanno reso possibile la costruzione degli edifici sproporzionatamente grandi che adornano Times Square, i soldi hanno prodotto e pensato e commissionato la miriade di pellicole che sono state girate in queste zone, e tutto questo ha contribuito a rendere affascinante questo posto, il sentirsi dentro a cento film, gli schermi giganti, tutte cose che vedi e rivedi tutti i giorni, quasi un clichè, nei film, in tv, video musicali.
Ma in qualche modo senti di doverlo vedere di persona. L’ho vista poco, molto poco.
E per quel poco che l’ho vista l’ho trovata esattamente come l’aspettavo.

E’ una città strana. Così come la nazione in cui è situata. C’è tutto, anche se in realtà non c’è niente.
Tendiamo a pensare che i più ricchi, i più belli, i più talentuosi provengano dagli Stati Uniti, e quindi dalla città più importante degli Stati Uniti, eppure l’uomo più ricco del mondo è Messicano, la donna più bella del mondo ha origini Francesi e Irlandesi e i più grandi musicisti di tutti i tempi venivano da Liverpool.
Tutti vogliono andare a New York, ma nessuno sa bene perchè.
E anche quelli che ti dicono il perchè di solito danno motivazioni irrazionali, perchè mai uno dovrebbe essere tanto ansioso di prendere un taxi? Uno dei mezzi di trasporto più cari e insensati di tutti. E perchè mai un Italiano, con i nostri cappuccini e caffè, dovrebbe essere tanto eccitato all’idea di provare una schifezza di acqua colorata bollente dentro un bicchiere di cartone?
Non lo so.
Ma facendo un paragone culinario New York mi ricorda un po’ il Cheesecake.
E’ fantastico, ma non sai bene spiegare perchè.

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